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Vittima della disinformazione – Antonio Di Ciaccia

La disinformazione è la diffusione di notizie o informazioni inesatte o distorte allo scopo di influenzare le azioni o le scelte di qualcuno, come possono essere i propri avversari politici, i propri nemici in un conflitto bellico eccetera. Un altro significato del termine consiste nella mancanza o scarsità di informazioni attendibili su un determinato argomento, e in modo speciale su fatti e avvenimenti sui quali si dovrebbe essere informati.

A volte la disinformazione è messa in opera in un modo talmente accurato che per anni, ed eventualmente per sempre, sarà la fonte considerata attendibile di fatti che hanno condizionato o causato la sparizione di singoli individui o lo sterminio di popoli interi. Tutti sappiamo l’atroce sorte che è stata riservata al popolo ebraico grazie dalla propaganda nazista che aveva dei presupposti non solo su pregiudizi ma anche a partire da una disinformazione sistematica già in voga da secoli nei Paesi europei. Per quanto riguarda lo sterminio del popolo armeno avvenuta ormai cento anni fa, Papa Francesco, che ne ha parlato in termini di “primo genocidio del XX secolo”, è stato bollato con il termine di calunniatore dagli organi ufficiali turchi che parlano che si era invece trattato di una semplice migrazione forzata di nemici dell’Impero Ottomano nel deserto dell’Anatolia. In Italia veniamo finalmente informati dalla Corte Europea che al G 8 di Genova del 2001 la polizia italiana ha abusato delle persone che dormivano in una scuola infliggendo delle vere e proprie torture. Il che non ha impedito a uno di quei poliziotti di ribadire che si sentiva pronto a ripetere l’ esploit definendosi a sua volta “vittima” di creduloni di fandonie raccontate dai pubblici ministeri. Inoltre la recente disintegrazione dell’aereo Germanwings ha dato adito a varie perplessità sulle affermazioni ufficiali riguardo al disastro. Sono trapelate strane opinioni circa il controllo delle variazioni atmosferiche tramite il transito di aerei commerciali che potrebbero addirittura essere concordanti con alcune ricerche teoriche e in situ reperibili nei programmi di geo-engineering di serie associazioni scientifiche, tra cui, per esempio, la prestigiosa Royal Sociaty. Se questo fosse confermato avremmo come prima vittima di simile uso e abuso della scienza moderna l’intero pianeta Terra.

Bisognerebbe allora affermare, con Balthasar Gracian, che “la verità è pericolosa”, com’egli scrive nell’ Oraculo Manual y Arte de Prudencia. Affermazione a cui Lacan ha dato tutto il suo peso nel Seminario XVII, Il rovescio della psicoanalisi , e non solo perché la verità è la sorella del godimento, ma anzi, proprio per questo motivo, all’analizzante, il quale si sforza a fare un’analisi, capita di farsi da solo il disinformatore di se stesso. Senza necessariamente che egli arrivi a quell’ Unglauben di cui parla Freud e che Lacan traduce con un “non voler sapere niente del punto in cui ne va della verità” (p. 73).

Translations : Espagnol, Anglais, Italien, Néerlandais